giovedì 27 luglio 2017
15.03.2012 - Alessandro Giacobbe

Atletica, le gare più affascinanti si corrono in Francia, perchè?

Una riflessione di Alessandro Giacobbe sulle gare podistiche che si organizzano nella vicina Francia. La domanda nasce spontanea: perchè noi non siamo capaci di organizzare kermesse sportive simili?

Le gare più affascinanti si corrono in Francia. Sono gare che si svolgono tra l'altro nei mesi freddi. E quelle stesse gare che potremmo fare anche noi, con importante ricaduta turistica, negli stessi mesi. Però non le facciamo. A Nizza a gennaio chiudono la Promenade des Anglais per fare i dieci chilometri piani di corsa...con ottimi responsi cronometrici. Seimila partecipanti, non male, si direbbe. Di cui duemila donne. Molte magari le coppie.

Tante le provenienze dalla vicina Liguria, ma tante da Francia (soprattutto) e Italia, con le presenze nelle strutture turistiche sicuramente implementate. Io non verifico una tale situazione in Italia. Ricordo e vedo tanta gente che si allena, per esempio, sulla ciclabile. I nostri lungomari verso sera sono vivi di persone che corrono e fanno il loro jogging quasi quotidiano. Ci sono figure che incontriamo quasi quotidianamente sulle nostre strade, la ragazza delle due del pomeriggio a San Remo, il corridore dalla maglietta rossa o, ad Imperia, puoi incappare nella Ornella Ferrara o Corrado Bado o altri celebri maratoneti. I quali ormai ti superano vista la velocità del traffico.

Ricordo i tempi delle prime manifestazioni di corsa nel territorio della Liguria occidentale: la corsa dei gumbi di Sant'Agata, la marcia dei tre ponti, massacrante gara nel circondario di Pontedassio. E altre. Oggi non sembra rimasto che il fascino della corsa al Monte Faudo, roba per gente molto molto ben allenata. Mi domando come mai non ci sia in Liguria quella vitalità runner che sembra animare il mondo delle Alpi Marittime. Facilmente mi risponderà la direttrice, così iniziamo un dibattito. E magari anche i lettori. Però pensiamo: a Nizza chiudono la Promenade. Ricordate cosa succede quando a San Remo si chiude una strada per una manifestazione ? Si deve pensare all'autostrada, che manco ti fa passare gratis, se vuole. Oppure ad Imperia se una manifesazione ciclistica, per esempio, chiude il lungomare Vespucci.

E ancora grazie che il ciclismo è tollerato, se non altro, con le varie corse che sfruttano le semidesertiche stradine dell'entroterra. Poi ci sono i costi, le difficoltà di organizzazioni societarie che fanno fatica a promuovere le manifestazioni locali. Tanto vale allora andare in altre province, in altre regioni.

E quella maratona di Sanremo, sulla pista ciclabile, d'inverno, pista piatta, con un po' di vento magari non contrario, che potrebbe dire molto, sia a livello turistico che a livello cronometrico sportivo. Che occasione perduta, per il momento.


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