giovedì 27 luglio 2017
15.01.2012 - Alessandro Giacobbe

Il PD fa critica strumentale ed immemore della storia, ma c'è molto da fare sull'asse Nizza-Genova per la provincia di Imperia

Quanta miopia, se si prende in considerazione l'assunto dell'ultimo comunicato stampa del PD provinciale a proposito delle nuove iniziative per un collegamento funzionale Nizza-Genova. Si fa riferimento al network ferroviario proposto per unire le due metropoli para-regionali. Una iniziativa con possibili ricadute sul territorio attraversato, ivi comprendendo ovviamente la Provincia di Imperia. Una Provincia destinata per molti motivi a diventare “ente di secondo livello” priva di guida politica locale. Intanto. E poi network ferroviario ? E se pensiamo che merci e persone viaggiano sempre di più su gomma e per via aerea ? E l'autostrada ligure è ampiamente limitata, ormai ? L'impatto non può essere solo ferroviario, considerando gli scenari, ma multifunzionale, senza dimenticare il mare. Nizza è capoluogo di un ampio territorio con forte presenza turistica. E non solo. É una capitale mediterranea, che ha avuto anche il coraggio di una candidatura olimpica. Una cosa che Genova non ha mai neanche immaginato. Cosa può pensare di aggrappare la Provincia di Imperia ? Le briciole di questo sistema ? In questo senso l'analisi caustica del PD provinciale potrebbe avere un senso.  La Provincia di Imperia però manca di identità, di coesione nel perenne dualismo tra Imperia e San Remo (e con Ventimiglia sempre più consapevole del suo ruolo storico). Per contro resta fuori del territorio amministrativo l'area ingauna che condivide il medesimo vissuto storico, agricolo e turistico. Genova intanto è diventata meta turistica culturale di rilievo, con una forte crescita in tal senso dal 1992 in avanti. Mentre la Provincia di Imperia, proprio per questa sua mancanza di consapevolezza, si è mossa in tal senso solo in tempi recenti. I progetti europei hanno un senso se sono condivisi. E sinceramente il problema non sta, come nota il PD, nella mancata ricaduta sul tessuto economico, ma piuttosto nel fatto che il tessuto economico spesso non partecipa, non è consapevole della necessità di miglirorare. Gestori e non padroni, rentiers e non capaci di assumere rischi. Ecco un problema vero. Problema di cittadinanza, non di cose che cadono dall'alto. Il territorio si deve vivere, non amministrare o gestire. Quanto poi all'osservazione sul progetto “strampalato e inattuabile” del sistema interfrontaliero tra Imperia, Nizza e Cuneo,  si spera in una smentita. Si tratta di un progetto che ha radici profonde, non solamente storiche, ma anche di rapporti attuali, di lavoro e di frequentazioni continue. Non pensare ad un sistema di questo genere sarebbe come negare l'attenzione dei piemontesi per le Riviere così come penalizzare i nostri frontalieri che sono il motore del dipartimento delle Alpi Marittime e del Principato di Monaco. Anche se in questa ottica solo la provincia autonoma allargata all'Ingaunia è una strada percorribile e sensata. Se qualcuno si alza, assieme ad un PD cosciente di questo assunto, finalmente. Anche perché non si può continuare a fare gli interessi della “madre” genovese per un partito che non deve essere asservito, nella sua tradizione di vicinanza alla realtà popolare.

 


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