martedì 19 settembre 2017
07.08.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Stupefacenti: un sequestro "record" di cannabis nella piana di Albenga

Un’attività d’indagine svolta dal Comando Stazione Carabinieri di Villanova d’Albenga ha portato alla luce la possibile esistenza di un’enorme piantagione di “cannabis indica” nelle vicinanze di Casanova Lerrone.

L’approfondimento delle indagini e una serie di servizi svolti per risalire ai “coltivatori” e individuare la piantagione ha permesso ai carabinieri di circoscrivere i luoghi di ricerca.

Dopo ripetuti tentativi è stata trovata un abitazione di un’anziana 80enne che nascondeva un grosso orto coltivato a cannabis. E’ stato chiesto il supporto dell’elicottero del 15° NEC di Villanova d’Albenga e del Nucleo Carabinieri Cinofili con i cani antidroga, che hanno permesso di ampliare la zona di ricerca e individuare un’intera fascia sempre di proprietà dell’ottantenne, tutta coltivata a cannabis. La coltivazione era gestita dalla figlia P.B. dell’ottantenne e dal suo convivente G.S. entrambi arrestati mentre l’anziana signora è stata denunciata. Il quantitativo è ingentissimo, complessivamente sono state sequestrate 970 piante per un peso di 1.265 kg, delle quali in parte già in fioritura e con principio attivo maggiore.

Dalla perquisizione è inoltre emersa la cura certosina che i “coltivatori” ponevano in essere per preservare e migliorare la qualità delle piante. Oltre infatti ad un impianto irriguo di pregevole fattezza,  i due si erano premurati di applicare con regolarità concimi e antiparassitari nonché di suddividere per qualità la produzione, evidentemente basata sulla tipologia di semenza usata. Vi era anche una serra per far crescere le piante più piccole.

Questo sequestro, uno dei più grossi mai fatti in Liguria, segue di pochi giorni quello già operato dallo stesso Comando che, raccogliendo le confidenze della gente comune, aveva recuperato e sequestrato ulteriori 130 kg coltivati da un artigiano villanovese.

Il Comando, pur riconoscendo l’eccezionalità dell’evento, sempre nell’ambito dell’opera di contrasto non esclude futuri sviluppi e magari nuovi sequestri.


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