domenica 28 maggio 2017
04.12.2015 - Mario Acampa

Il Sup...Ponente: Vedi Napoli e poi...rinasci. I consigli per sconfiggere la malinconia delle feste

Il nostro collaboratore speciale, l'attore Mario Acampa, prima di entrare nel vortice delle feste di Natale, ci regala una brillante riflessione sull'attesa...

A Natale siamo tutti più felici. Chi ha detto sta cavolata non lo so. Il periodo tra Natale e l’Epifania, è il momento più pregno di malinconia che il mondo conosca e purtroppo postare il video di Facebook scrivendo “grazie per questo splendido anno” non servirà a convincere né noi, né voi. Aspetterete la mezzanotte del 31 come si aspetta un’epidemia di ebola e lo sapete. Ooooh, mi sento molto meglio, grazie.

L’unica soluzione: la fuga. Ma siccome sapete che sono un ragazzo di cuore, non potevo non viaggiare con la mia famiglia. destinazione: Napoli.

Partiamo dal presupposto che il napoletano ha una marcia in più. No, ma non lo dico con supponenza, anche se visto il titolo della rubrica ci starebbe pure bene, lo dico perché è scientifico. A sostegno della mia tesi porto sul banco il parere pro veritate di un esperto addetto ai lavori che non si sbaglia mai: “zi Gennar o’ spumantell”. Mi perdonerete, ma non potevo esimermi dal citarlo nella sua nomenclatura più aulica e cioè in napoletano, la lingua di Totò e Eduardo de Filippo, tanto per citarne un paio a caso.

 Chi ha pensato Gigi d’Alessio e Marisa Laurito ha tanto ragione quanto è scemo.

Zi Gennar o’ spumantell sostiene che “è scientificamente dimostrato che lo Iodio, particolarmente presente nel golfo napoletano, rallenti e impigrisca la popolazione nel fisico. Il risultato è che, secondo una più Darwiniana evoluzione, il napoletano ha dovuto adattarsi a questa naturale condizione del suo corpo, ingegnandosi con la mente per trovare il modo di faticare fisicamente il meno possibile ma ottenere il massimo del risultato. E adesso Nennè, passami il treccione salsiccia e friarielli di zia Rosa ca teng famm.

Da quando tiene sto Bimbì è diventata nu carrarmato in cucina”. Ecco quest’ultima parte su mia cugina Rosa era talmente legata all’affermazione precedente che non potevo non lasciarla tra le più folcloristiche virgolette che le mie orecchie abbiano mai sentito. “Non lo sapevo Gennà!” - “Tu waglion, tien a capa sule per spartere e recchie!” che tradotto dal Gomorrese fa più o meno: “caro ragazzo, tu la hai la testa talmente vuota che ti serve solo per separare le orecchie”. Ben gentile.

Ma torniamo a bomba, il mio esperto ha detto una grande verità. E durante un recente Meeting internazionale sul lavoro, svoltosi sul balcone di Castellammare con mia cugina Lina, è emerso che il napoletano non solo è intelligente, ma è anche un vero signore. Facile pensare che lo sia nella sua accezione più prettamente furbesca o scaltra o peggio ancora “mariuola” e cioè ladruncola, ma non è così: il napoletano si ingegna per trovare soluzioni migliori e più semplici. Volete qualche esempio per migliorarvi la vita? Eccoli.

1)  Non ti ricordi una parola? Costruisci una perifrasi come un napoletano! In base ai quartieri e alle zone senti dare nomi sfiziosi alle cose come: “o cuoll e lloca”, il collo d’oca e cioè il lampione. Fantastico. “o sale e scenn” il sali e scendi, cioè l’ascensore. “o trascina ggente”, il trascinatore di persone e cioè il tram. “o tale e quale” e dunque lo specchio. Facile, semplice e veloce. Come dice la pubblicità.

2)  Vuoi risparmiare sul telefono? Grida! In cassa :“salve scusi, avete ancora sfogliatelle al banco?” - “LUIGGIIIII E TENIMM ANCOR E SFUGLIATELL??”. Bom, era comodo.

3)  Vuoi far vincere la tua squadra del cuore? Se un vicino viene a casa a vedere il Napoli due volte di seguito e per due volte il Napoli perde, non c’è dubbio: il soggetto porta sfiga e la cosa gli va comunicata con garbo: “Wagliò tu accà nun ce po venì cchiu”, il tutto strizzandosi vigorosamente e scaramanticamente i genitali

4)  Devi trasportare qualcosa? Usa i cestini calati dai balconi per i beni di prima necessità. Attenzione non è che li calano giù per Castel dell’Ovo...ma in zone in cui i vicoli e le scale sono difficili da percorrere e la quotidianità lo richiede.

5)  Vuoi che tuo figlio faccia un corso di educazione civica gratuitamente? Mandalo a fare shopping in via Toledo! Se in un negozio il cliente indietreggia distrattamente e colpisce una commessa, lei non dirà un falso “ossignur, mi scusi, è colpa mia”, lo guarderà con la faccia “e mo te vatt”=adesso ti meno, facendogli capire che il cliente non ha sempre ragione e soprattuto “io stong lavorando e tu spend e sold??, Tu adda murì!”.

6)  Il servizio è lento? Ascolta un cameriere napoletano! Lui è sincero, non furbo! Se la pizzeria è piena il cameriere te lo dice subito. “Vattenne, nunn’aspettà, se fa tard= non ti conviene aspettare si fa tardi” - “Ma come, perdete un cliente?” -  “weee, Tant anche se fatic di più, me pavene sempr o stess!=anche se lavoro più più mi pagano uguale quindi vai dove ti pare ma togliti di qui, fallo per me”. Se lo facessimo tutti smetterebbero di sfruttare i lavoratori.

7)  Vuoi perdere la fastidiosa pancia messa su con le feste? Appoggiala al tavolo da pranzo e friggi qualcosa a caso, va bene anche la cassettiera. Perché tanto i napoletani sono belli comunque.

8)  Vuoi una guida turistica pratica e veloce? Chiama un napoletano del posto. Puoi stare sicuro che non ci è mai stato e alla domanda: “Perché si chiama Maschio Angioino?” Ti dirà: “perché l’ha fatto un maschio della famiglia degli Angiò e adesso statt zitt e guarda il porto.”

Ecco si potrebbe andare avanti per giorni, ma ciò che è certo è che il napoletano abbraccia la malinconia, le offre da bere, la porta a mangiare una pizza, gli vince qualche euro a tombola e poi la manda affanculo. Sisi, proprio lì. E io credo che lo faccia con una tale classe e una tale maestria che non possa che essere oggetto di studio, ammirazione e soprattutto imitazione. E aggiungo anche che ogni tentativo di disprezzo o diffamazione riguardo al popolo partenopeo non è altro che la consapevolezza di non riuscire ad eguagliare un napoletano. Ma voi, non smettete mai di provarci. Fatelo per la vostra felicità.

Stateve Bbuono e Buon anno supponente a tutti! Io torno a Napoli che regala sempre...#emozioniforti.

 

 


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