domenica 21 aprile 2024
06.11.2011 - Viviana Spada

Il "Ligabue" di Borello: tra pittura e letteratura, quasi cent’anni e non sentirli

La rubrica di Ponenteoggi "Personaggi" dedica oggi la sua "penna" ad un artista quasi centenario che vive nell'entroterra del Golfo di Diano

Nell’immediato entroterra del Golfo Dianese, precisamente a Diano Borello, frazione del comune di Diano Arentino, c’è una casa bianca decorata con centinaia di piastrelline azzurre. Spesso mi sono domandata, passando di lì, chi poteva abitarci: arabi, greci, artisti tedeschi o norvegesi, eclettici personaggi stranieri che popolano da anni le nostre belle vallate?

 Con il tempo si è presto rivelato l’arcano: lì dimora Aldo Trucco, novantotto anni, ma non sentirli! La nostra conoscenza, che risale ormai a sei anni fa, è diventata presto una schietta amicizia. Aldo è un ‘piccolo grande uomo’ che ha dedicato la sua vita alla famiglia e al lavoro (prima contadino e poi piastrellista), senza mai trascurare la sua passione per l’arte e la letteratura. Modesto e riservato, schiude il suo mondo fatto delle semplici cose d’ogni giorno quando lo s’invita a parlare della sua arte, della sua vita e delle sue opere: comincia così a narrare, a mostrare, e le ore con lui scorrono veloci.

 

Nato il 2 agosto 1913, sotto il segno del Leone a Diano Borello egli è pittore, poeta, scrittore e tuttofare. Sì, perché Aldo ha le mani d’oro, ha fatto e sa fare di tutto: intaglia il legno (esclusivamente d’olivo) per fabbricarsi le cornici per i suoi quadri; crea graziose decorazioni con i fiori di campo per decorare la magnifica ringhiera della scalinata interna alla casa, anch’essa finemente e artisticamente intarsiata in legno d’olivo; realizza piccole casette che riproducono le tipiche case liguri con le ‘ciappe’ sui tetti.

 

Oltre ciò, dipinge, quasi esclusivamente a olio, e tra le sue opere si possono ammirare alcuni ritratti e tanti paesaggi tipici dell’entroterra dianese, con una speciale predilezione per i numerosi ponti e ponticelli che attraversano i nostri rii. Un’immagine davvero insolita per i nostri tempi è rappresentata in un quadro dei suoi inizi in cui è raffigurato il ponte sul torrente San Pietro di fronte all’odierno Hotel Bellevue di Diano Marina, ma senza l’albergo e alcuna casa intorno.

 

Tra le sue opere pittoriche si trovano anche, eseguiti a china, molti ritratti o riproduzioni fedelissime di grandi opere religiose di Raffaello, Andrea della Robbia, Palma il Vecchio e tanti altri.

È soprannominato il Ligabue di Borello, il pittore-contadino: la sua celebrità personale è già un po’ leggenda nel golfo dianese, soprattutto dopo che, nell’aprile del 1994, il compianto e stimato critico d’arte Rodolfo Falchi, gli dedica una personale al Palazzo del Parco di Diano Marina che riscuote grande successo di pubblico e critica.

 

La sua profonda e sincera fede cristiana emerge in modo particolare, oltre che nei dipinti, anche e soprattutto nelle sue composizioni poetiche in cui il profondo legame che Aldo Trucco ha con la bellezza della natura in tutte le sue manifestazioni e che si esprime nell’immagine di un Dio creatore cui egli rivolge il suo ringraziamento per ciò che lo circonda e può esaltare nelle sue opere, sia pittoriche sia letterarie.

 

Riguardo queste ultime la sua florida produzione comprende appunto, oltre alle magnifiche poesie, racconti in dialetto ligure (A Montagna de veder, racconto, 2001; Dinci e Netta, commedia, 2002; Tantu pe cumensâ, commedia, 2003; Sulu in tempu, commedia, 2004; tutti editi da A. Dominici-Imperia Castelvecchio), con i quali, al concorso del comune di Diano Arentino ‘Scürlussue e Cicciuebelle’, ha vinto in diverse edizioni, due medaglie d’oro, una d’argento e una di bronzo.

 Per il Centro Editoriale Imperiese d’Imperia ha pubblicato nel ‘Briciole’ (2003), una delicata raccolta di personali aforismi, ricordi di guerra e di vita davvero esilaranti, racconti e poesie, narrate in prima persona o per voce del bagolaro, l’enorme pianta datata 1825, che fa da sentinella davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo a Diano Borello; le raccolte di poesie ‘I fiori del pensiero’ (2008) e ‘Munta lì che ti vei Zena’ (2009), mentre nel 2005 ha stampato in proprio il racconto popolare ‘Pipetta’.

 A breve, sempre per il Centro Editoriale Imperiese, uscirà la sua nona fatica letteraria ‘Storia di un guscio’ in cui, sorprendente accompagnatore in questo viaggio, è nientemeno che il guscio di una lumaca che interloquisce con l’autore, conducendolo e conducendo i lettori in un mondo fiabesco, reale e a tratti anche surreale, dove sono protagonisti strani personaggi ‘umani’ e fantastici animali.

 

Un florilegio di racconti, accompagnati da divertenti filastrocche che appartengono alla memoria (o alla fantasia?) di Aldo Trucco e anche alla nostra. Un’ennesima testimonianza del grande amore che lo scrittore ha per i suoi simili regalando loro preziosi tasselli di un mondo che, se non già scomparso, va sempre più scomparendo.

 

Ci sono molte ricchezze che una persona può contare nella sua vita, ma ritengo che la più importante sia quella di avere l’opportunità di incontrare nella propria vita persone eccezionali. Io ho avuto questa grande fortuna con il privilegio d’incontrare l’amico (spero mi conceda di chiamarlo così) Aldo e la sua meravigliosa famiglia. Agli appassionati di letteratura e di storie semplici ma ‘vere’ che non lo conoscono l’occasione di conoscerlo attraverso le sue opere, in attesa della festa per il suo secolo di vita e chissà, da qui allora, di quanti altri racconti…

 

Viviana Spada

 

 

 

 

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